{"id":10724,"date":"2026-06-16T16:41:58","date_gmt":"2026-06-16T14:41:58","guid":{"rendered":"https:\/\/www.csain.it\/ciclismo\/?post_type=notizie&#038;p=10724"},"modified":"2026-06-16T16:41:58","modified_gmt":"2026-06-16T14:41:58","slug":"la-rubrica-tecnica-lalimentazione-nel-ciclismo-allepoca-dei-social","status":"publish","type":"notizie","link":"https:\/\/www.csain.it\/ciclismo\/notizie\/la-rubrica-tecnica-lalimentazione-nel-ciclismo-allepoca-dei-social\/","title":{"rendered":"La rubrica tecnica: l&#8217;alimentazione nel ciclismo all&#8217;epoca dei social"},"content":{"rendered":"<p><strong>Di Pierpaolo Ficara, ex professionista<\/strong><\/p>\n<p>Se apriamo Instagram o Facebook oggi, i post riguardanti l\u2019alimentazione nel ciclismo sembrano usciti da un manuale di biochimica applicata. I reel sono un susseguirsi di grafici, misurini di maltodestrine e la ricerca quasi ossessiva dei 90 o pi\u00f9 grammi di carboidrati l\u2019ora. Vediamo atleti amatoriali pesare ogni dettaglio, concentrati sui rapporti tra glucosio e fruttosio come se fosse il Santo Graal, anzich\u00e9 semplicemente pedalare verso la prossima valle e godersi l\u2019uscita.<br \/>\nMa per chi la bici la vive come un prolungamento dei propri sensi, e non solo dei propri muscoli, questa narrazione rischia di diventare un rumore di fondo sterile. Perch\u00e9 tra un ciclista che corre una granfondo e un viaggiatore con dieci chili di borse c\u2019\u00e8 la stessa differenza che passa tra uno scattista sui cento metri e un esploratore polare. L\u2019equivoco moderno non \u00e8 l\u2019uso dei carboidrati \u2013 che restano una fonte energetica centrale, soprattutto quando l\u2019intensit\u00e0 cresce \u2013 ma l\u2019idea che tutto debba essere ridotto a numeri e picchi glicemici, indipendentemente dal contesto. Nel cicloturismo, se seguiamo la regola dei \u201cgrammi per ora\u201d in modo rigido, dopo tre giorni di gel e polveri il nostro stomaco presenter\u00e0 il conto: nausea, acidit\u00e0 e quel desiderio viscerale di cibo vero, possibilmente masticabile. Immaginate di affrontare la Sicily Divide e attraversare la Sicilia nel suo cuore: non serve un picco glicemico continuo, serve continuit\u00e0 energetica. Il cicloturista \u00e8 pi\u00f9 simile a una stufa a legna che a un motore a iniezione. Mentre l\u2019agonista limita grassi e fibre per ottimizzare lo svuotamento gastrico nelle fasi intense, nel viaggio quella stessa lentezza diventa un vantaggio. Un panino con formaggio locale o una manciata di noci non sostituiscono i carboidrati, ma li affiancano: apportano grassi e proteine, stabilizzano la fame e favoriscono un utilizzo pi\u00f9 efficiente delle riserve energetiche nel lungo periodo. Questo non significa escludere barrette o integratori: significa ridimensionarne il ruolo. Possono essere utili nei momenti di bisogno rapido, ma non devono diventare l\u2019unico linguaggio alimentare del viaggio. C\u2019\u00e8 poi il capitolo dell\u2019acqua. Nei contenuti tecnici sentiamo parlare di osmolarit\u00e0 e miscele isotoniche, ed \u00e8 corretto. Ma la vera competenza del cicloturista sta anche nel saper leggere il territorio. L\u2019idratazione inizia la sera prima, con un pasto caldo e completo, e continua lungo la strada: una fontana in un borgo, una sosta ragionata, l\u2019attenzione ai primi segnali di sete o affaticamento. Integrare i sali \u00e8 importante, ma anticipare il bisogno lo \u00e8 ancora di pi\u00f9.<br \/>\nIn questa rubrica tecnica vorrei scardinare un tab\u00f9: mangiare bene non \u00e8 tradire l\u2019allenamento. La vera efficienza del cicloturista sta nell\u2019equilibrio tra strategia e ascolto: la banana o la barretta quando la salita si fa dura, la sosta pranzo che non sia un pit-stop frenetico, ma un rito. Perch\u00e9 un pasto vero a fine tappa sostiene i processi di recupero quanto \u2013 e spesso pi\u00f9 \u2013 di una soluzione standardizzata. E incide anche su un fattore che nessun grafico misura davvero: la qualit\u00e0 dell\u2019esperienza. Lasciamo i calcoli millimetrici a chi ha un numero sulla schiena. Noi abbiamo una mappa, una borsa carica e il tempo per scoprire che, spesso, il miglior integratore \u00e8 quello che si trova dietro l\u2019angolo di una pasticceria di paese.<\/p>\n","protected":false},"featured_media":10725,"template":"","class_list":["post-10724","notizie","type-notizie","status-publish","has-post-thumbnail","hentry"],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.csain.it\/ciclismo\/wp-json\/wp\/v2\/notizie\/10724","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.csain.it\/ciclismo\/wp-json\/wp\/v2\/notizie"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.csain.it\/ciclismo\/wp-json\/wp\/v2\/types\/notizie"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.csain.it\/ciclismo\/wp-json\/wp\/v2\/media\/10725"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.csain.it\/ciclismo\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=10724"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}