{"id":9662,"date":"2023-03-22T12:02:06","date_gmt":"2023-03-22T11:02:06","guid":{"rendered":"https:\/\/www.csain.it\/ciclismo\/?post_type=notizie&#038;p=9662"},"modified":"2023-03-22T12:02:06","modified_gmt":"2023-03-22T11:02:06","slug":"la-rando-arcobaleno-2023","status":"publish","type":"notizie","link":"https:\/\/www.csain.it\/ciclismo\/notizie\/la-rando-arcobaleno-2023\/","title":{"rendered":"La Rando Arcobaleno ha colorato la Campania"},"content":{"rendered":"<p>SORRISI, ARCOBALENO, FACC \u2018E BIKE E TITERNO<\/p>\n<p>E finalmente \u00e8 Rando Arcobaleno.<\/p>\n<p>Gi\u00f9 dalla sella stavolta per dare una mano a quelle Facc \u2018e bike della famigliola della bici nella quale mi ritrovo catapultato da un anno a questa parte.<\/p>\n<p>Finalmente ho la possibilit\u00e0 di non faticare sui pedali ma di provare a fare qualcosa di buono per gli altri, visto che in sella non \u00e8 che figuri bene, a meno che non decida di travestirmi di bianco e fare da controfigura all\u2019omino della Michelin, vista la mia corpulenta figura (e mi sono trattato).<\/p>\n<p>La prima riflessione del mattino, rimandando a memoria il percorso, i punti di controllo e le strade da percorrere, riguarda un fatto assai curioso che mi mette di umore ironico: la Rando Arcobaleno sembra pi\u00f9 un pellegrinaggio che un brevetto ARI.<\/p>\n<p>Partono (loro) e, proti via, bisogna arrampicarsi sulla salita che conduce a Durazzano passando dalla cappella del Santo Spirito che, se la prendi di foga (la salita), in cima il rischio \u00e8 quello di incrociarne la visione. Ma sono ben conscio che il motto dei randonneur: \u201cn\u00e9 forte n\u00e9 piano, ma lontano\u201d, guider\u00e0 bene gli amici che hanno scelto di onorare questa manifestazione. Da l\u00ec in\u00a0 rapida discesa, in una gola rocciosa fra il monte Longano e il monte Burrano, si va a Sant\u2019Agata de\u2019 Goti spettacolare cittadina di epoca Longobarda patria della Mela Annurca e di splendidi scorci che gli amici di certo apprezzeranno. Rapido passaggio dalla Valle del Diavolo, doverosa commistione tra sacro e profano, sulla strada che conduce, attraverso San Tommaso (ecco qua) a Frasso Telesino. Ripasso ancora le strade e i nomi dei luoghi e dico fra me e me che questa \u00e8 la parte meno sacra e pi\u00f9 semplice del percorso.<\/p>\n<p>Attraverso la media valle del Volturno si raggiunger\u00e0 Telese, dove i randonneur avranno l\u2019opportunit\u00e0 di trovare un bel ristoro presso il parco delle Antiche Terme Jacobelli (fiore all\u2019occhiello della cittadina termale). Ecco finalmente il tratto nuovo di questa terza edizione: prima il controllo\/ristoro all\u2019abbazia benedettina di San Salvatore Telesino (e ve lo dicevo che sembra un pellegrinaggio) e poi i nostri audaci si dirigeranno verso Guardia Sanframondi (che non so perch\u00e9 si chiama cos\u00ec e il Santo lo tiene gi\u00e0 da sola) cittadina che ha pi\u00f9 volte ospitato l\u2019arrivo del Giro d\u2019Italia.<\/p>\n<p>La strada, lungo un bellissimo tratto immerso tra i vigneti, conduce a Cerreto Sannita, Faicchio e poi, altro che \u201cmai una Gioia\u201d si passa da Gioia Sannitica, San Potito Sannitico (che ha un nome oltre che mistico che fa venire anche fame perch\u00e9 la pronuncia sembra \u201cpotetoes\u201d in inglese) Piedimonte Mate-s\u00e9 (dove gli abitanti se la tirano tutti), Sant\u2019Angelo d\u2019Alife (non scherzo si chiama davvero cos\u00ec, voi non mi credevate) Raviscanina e\u2026 giro di boa verso Caiazzo (che di mistico nel nome ha davvero poco) e il saliscendi mordi e fuggi fino a Limatola; ritorno da Valle di Maddaloni dove dall\u2019alto ti guarda San Michele (dal suo santuario) compassionevole per quella \u201ctestolina gloriosa\u201d che si ritrovano questi \u201cmatti\u201d a fare le randonn\u00e9e con il vento che non si ferma mai e che \u00e8 diventato un gadget gentilmente offerto dall\u2019ASD Facc\u2019 e Bike.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Insomma una corsa che unisce la meraviglia del territorio campano delle aree interne \u201cquelle marginali\u201d (che menomale che sono marginali che senn\u00f2 inguaiavano pure quelle) con la difficolt\u00e0 tecnica dell\u2019affrontare ripidi strappetti e saliscendi continui lungo i 190 km del percorso bellissimo che si snoda, nervoso, tra colline del Titerno, tinte dal verde del grano \u201cacerbo\u201d, dal tenero pallore dei pampini della vite che provano a fare capolino dalle perule delle gemme, dal rosa dei peschi e dei mirabolani e dal bianco dei susini. Lo scenario \u00e8 questo, che si apre come un palcoscenico appena superata Valle di Maddaloni dove l\u2019Acquedotto Carolino funge da vero e proprio sipario tra il cemento dell\u2019hinterland napoletano e le meraviglie del Sannio caudino. La mattinata si preannuncia ventosa quando alle 7.00 in auto (beato me) parto per raggiungere San Salvatore Telesino dove sar\u00f2 a presidio del punto di controllo che \u00e8 spartiacque tra percorso lungo e percorso breve. Qui sono di casa avendo lavorato per alcuni anni proprio in questa zona e quindi faccio addirittura a meno del navigatore, andando a naso, e concedendomi una playlist di brani dei Pink Floyd sparati a palla con annesso cicchetto di the verde per darmi quella scossa di adrenalina che oggi la bici non potr\u00e0 darmi. Mi accoglie, presso l\u2019antica Abbazia Benedettina datata a prima dell\u2019anno 1000, dove nel 1098 soggiorno il Filosofo-Teologo Sant\u2019Anselmo d\u2019Aosta (citazione intellettualoide), Luigi Cofrancesco appassionato e storico promotore di circuiti MTB nonch\u00e9 organizzatore del Campionato Italiano Assoluto MTB CX del 1999. Insieme a me c\u2019\u00e8 quella sagoma del mio amico Michelangelo (notoriamente la coda del gruppo) che arriva pi\u00f9 tardi e che ancora una volta mi fa esclamare a gran voce: \u201cGuagli\u00f9 ma Michelangelo???\u201d.<\/p>\n<p>Luigi si presenta con due enormi \u201cscafareje\u201d piene di buonissima \u201cpanzanella\u201d.<\/p>\n<p>Due incisi. La scafareja (in napoletano) \u00e8 il vaso, la ciotola (dal greco scaphos) nel quale si versava il cibo. La panzanella (traslitterazione di pane molle) \u00e8 un piatto povero tipico dell\u2019Italia centro-meridionale costituito da qualcosa di duro (pane o tarallo secco), pomodori e olio extravergine che da queste parti trova il suo territorio di elezione grazie alla cultivar Racioppella in grado di donare un olio di colore verde smeraldo dal sapore fruttato intensissimo.<\/p>\n<p>Ecco, la panzanella riempiva le scafareje e poi le \u201cpanze\u201d dei randonneur che a partire dalle 9.00 si sono precipitati al punto di controllo. La posizione di ingresso \u00e8 in curva, si nota poco, per cui decidiamo di attivare l\u2019avviso sonoro: ad ogni bici che passa lanciamo un urlo \u201cCONTROLLO\u201d che mi sentono pure a quello delle terme Jacobelli 4 km pi\u00f9 gi\u00f9, col risultato che li becchiamo tutti.<\/p>\n<p>Alle 11.00, d\u2019improvviso, quel monello di Eolo decide di rendere le cose pi\u00f9 difficili. E vuoi mettere? Sole si, ma il vento non pu\u00f2 mancare\u2026 e quindi si sbizzarrisce, col risultato che volano ciotole, piatti, bottiglie, tovaglioli, sacchetti, biciclette ed improperi misti a sorrisi.<\/p>\n<p>Quanti sorrisi ho visto?!<\/p>\n<p>Fatica e sorrisi. Pane e sorrisi, Fragole e sorrisi, Banane e sorrisi, panzanella e sorrisi, Luigi e sorrisi, Michelangelo e sorrisi, Bici e sorrisi.<\/p>\n<p>\u00c8 meraviglioso! Tu pensi che ci resterai male perch\u00e9 ti perderai il divertimento di pedalare ed invece, gli amici che passano al controllo, ti regalano la pi\u00f9 bella delle giornate fuori dal sellino.<\/p>\n<p>Li aspettavo uno ad uno (quelli che conosco di pi\u00f9) quelli che no, lo stesso, perch\u00e9 accogliere con un sorriso chi fa fatica \u00e8 la nemesi dell\u2019ospitalit\u00e0 e la mimesi del randonneur.<\/p>\n<p>Sorrisi che accoglie anche questa terra bellissima ai piedi del Matese fra tradizioni di agricoltura e pastorizia. Viticoltura e transumanza. Aroma di mosto e profumo di formaggio pecorino. Amaro di fatica e olio. La fatica del contadino che ama la terra e la fatica del randonneur che ama la strada, si fondono alla perfezione; questi elementi cos\u00ec lontani e pure cos\u00ec vicini, segno che il binomio bici e territorio \u00e8 inscindibile. Tanto perfetto che \u00e8 quasi stechiometrico (misura perfetta della compatibilit\u00e0 tra elementi chimici).<\/p>\n<p>Ancora una volta abbiamo avuto la riprova che chi chiede ospitalit\u00e0 con sorriso, riceve accoglienza con sorriso. Le piccole comunit\u00e0, spesso desolate, trovano in momenti di animazione come questi, una linfa per non mollare. Per continuare a vivere (di poco lavoro e tanta fatica) in questi immensi e bellissimi luoghi. Bisogna dare continuit\u00e0 a questi progetti, a questi eventi semplici e splendidi che sono le randonn\u00e9e.<\/p>\n<p>Chi propone il bello riceve il sorriso del bello. Chi vive delle felicit\u00e0 altrui vive tanto pi\u00f9 felice egli stesso.<\/p>\n<p>Mi sono riempito gli occhi di bellezza, fatica (non mia) e sorrisi.<\/p>\n<p>I sorrisi stanchi di Concetta, Gabriella e Paolo.<\/p>\n<p>Il sorriso un po\u2019 preoccupato ed amaro di Enzo.<\/p>\n<p>I sorrisi di chi sa che vorrebbe esserci ma non pu\u00f2 come quelli di Marilena ed Amedeo.<\/p>\n<p>I sorrisi sornioni di Antonio, Carmen e Gianluca.<\/p>\n<p>Il sorriso genuino di Michelangelo.<\/p>\n<p>Il sorriso di Anna alla sua prima impresa, ed il sorriso fiero di Gaetano.<\/p>\n<p>I sorrisi soddisfatti di Pietro, Salvatore, Mauro, Francesco e Danny, dei Gemelli e di Francesco.<\/p>\n<p>I sorrisi ritrovati di Saverio, Pietro e Giorgio.<\/p>\n<p>I sorrisi generosi di Giuliano e Domenica.<\/p>\n<p>Il sorriso giocherellone di Gianni.<\/p>\n<p>I sorrisi degli amici delle pro-loco e dei sindaci dei Comuni.<\/p>\n<p>I sorrisi degli amici in bici: Pamela, Anita, Donato, Luca, Antonio, Tonia, Onofrio, Giuseppe, Davide, Rosario, Domenico, Pierino, Christian\u2026 e i sorrisi.<\/p>\n<p>Nella mia vita, parecchio amara degli ultimi tempi, sto imparando a farne scorta. Me ne sono mancati parecchi.<\/p>\n<p>E poi come una costante nella mia vita ricorre di nuovo il vecchio adagio di un mio vecchio amico generale della corona inglese:<\/p>\n<p>\u201cRicorda: il miglior modo per essere felici \u00e8 quello di procurare felicit\u00e0 degli altri\u201d.<\/p>\n<p>Magari con i colori dell\u2019Arcobaleno.<\/p>\n","protected":false},"featured_media":9663,"template":"","class_list":["post-9662","notizie","type-notizie","status-publish","has-post-thumbnail","hentry"],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.csain.it\/ciclismo\/wp-json\/wp\/v2\/notizie\/9662","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.csain.it\/ciclismo\/wp-json\/wp\/v2\/notizie"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.csain.it\/ciclismo\/wp-json\/wp\/v2\/types\/notizie"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.csain.it\/ciclismo\/wp-json\/wp\/v2\/media\/9663"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.csain.it\/ciclismo\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=9662"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}