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La storia del ciclismo sulle strade dell’Etna, la passione della Granfondo “Giro dell’Etna”

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Le strade dell’Etna profumano di storie. Di emozioni. Raccontano imprese, celebrano campioni e custodiscono spirito di sacrificio e passione. I giorni di fine maggio hanno riportato al centro sentimenti che, per chi ama il ciclismo, toccano il cuore e vanno oltre la semplice competizione. Ogni rampa, ogni curva, ogni discesa, ogni versante dei sette che caratterizzano il Parco Ciclistico dell’Etna rievoca ricordi indelebili. Il Giro d’Italia, nelle sue molteplici edizioni catanesi, il Giro dell’Etna, i Campionati Italiani di Aci Catena, il Giro di Sicilia, le vittorie dei corridori siciliani che hanno reso orgogliosa un’intera terra. Si è parlato di ciclismo, ma soprattutto si è vissuto ciclismo con la Granfondo Giro dell’Etna.

Ad Aci Sant’Antonio, lo scorso 21 maggio, è stato ricordato, nel cinquantesimo anniversario della scomparsa, Juan Manuel Santisteban, lo sfortunato corridore spagnolo morto in una curva “maledetta” durante la prima semitappa del Giro d’Italia. Una tre giorni intensa perché, al momento celebrativo, si è unita la tavola rotonda con giornalisti, esperti del settore ed ex professionisti come Paolo Tiralongo e Benedetto Patellaro. Un racconto sulla corsa in Sicilia e una ridda di amarcord che ha riportato alla memoria Mario Fazio e Giovanni Corrieri, leggende del ciclismo siciliano, ai quali si cercherà di dedicare uno spazio pubblico a Catania e Messina. Nel comune acese spazio anche alla sostenibilità e all’inaugurazione di una pista ciclabile che rappresenta un continuum nel promuovere quello che per noi è un principio fondamentale: la sicurezza dei ciclisti.

ETNA E IL CICLISMO. Quando Franco Bitossi vinse nel 1967 la tappa con arrivo sull’Etna, quel traguardo del Rifugio Sapienza, a Nicolosi, rimase nella storia per oltre vent’anni, rappresentando al tempo stesso una rarità assoluta nel panorama del grande ciclismo. Nel 1987 il Giro fece tappa a Piano Bottaro con il portoghese Acacio Da Silva primo e in maglia rosa. L’Etna, Nicolosi e il Rifugio Sapienza riabbracciano il Giro nel 2017 con Polanc vincitore. A Piano Vetore, il mondo del pedale scopre la salita del Valentino, un concentrato esplosivo che premiò Esteban Chavez e Simon Yates. Nelle edizioni del 2020 e del 2022 arrivano invece le vittorie di Caicedo e Carapaz.

Ma non c’è soltanto il Giro d’Italia, perché le rampe dell’Etna hanno ricordato quanto fosse bello e affascinante correre nel suo periplo con i campioni che l’hanno resa grande, come Nibali e Caruso. Oggi il Vulcano, “a Muntagna” come la chiamano i siciliani, è diventato uno straordinario punto di riferimento del ciclismo professionistico mondiale: sede di stage, ritiri, grandi tappe e appuntamenti di prestigio come la Granfondo Giro dell’Etna, entrata da quest’anno nel mondo CSAIn nella sezione Mediofondo.

Un brand da coltivare per il futuro, ma già profondamente radicato nel presente, anche attraverso idee originali e identitarie come il Parco Ciclistico dell’Etna, capace di trasformare il territorio in un patrimonio sportivo, culturale e turistico unico nel suo genere.

GRANFONDO GIRO DELL’ETNA. A Nicolosi la Granfondo è un grande evento. Si presentano oltre 300 partecipanti. Per CSAIn è la prima volta. Una prima speciale. Nel salottino della presentazione, il nostro direttore Giacomo Crosa racconta la sua storia di cronista, giornalista televisivo e innamorato di questo sport. Racconta come è cambiata la comunicazione e i colori di uno sport straordinariamente popolare. Il presidente nazionale Salvatore Spinella ripercorre il rapporto di collaborazione con Marco Compagnini, oggi suo esperto, e la volontà di crescere ulteriormente per diventare un riferimento del ciclismo amatoriale, nel rispetto della convenzione con la Federciclismo.

C’è grande voglia di scrivere un percorso nuovo, lo stesso che Compagnini richiama riferendosi proprio alla Mediofondo, che assegna le maglie di campione nazionale CSAIn e che rievoca il circuito finale dell’ultima tappa del Giro di Sicilia 2021, coincisa anche con l’ultima vittoria di Vincenzo Nibali.

BARTOLOTTA BIS. Il dominio di Stefano Bartolotta (Robur Barcellona) celebra il secondo sigillo consecutivo. Bartolotta allunga il passo sulle prime rampe, scortato da Filippo Fiorelli, professionista della Visma, vincitore della Tro-Bro Léon e protagonista di una prima parte di stagione nel World Tour decisamente importante. Secondo posto per Mirko Farnisi della Nuova Avir e terzo per il compagno di squadra Salvatore Di Perna.

Tra le donne la vittoria va a Daniela Cannone del Pro Bike Ramacca, davanti a Ester Pisani (Nuova Avir) e Claudine Gatt (Gs Rosso Azzurri).

JUNIORES, UNDER 23 E LA NOSTRA MEDIOFONDO. Gabriele Tirendi stacca di sette minuti Matteo Verdrame (Team Vangi Pirata) e Paolo Agliarolo (Campania Factory). Vince sulle strade di casa dopo essersi già trasferito al Nord ed è lui il nuovo campione regionale juniores. Nella Under 23 domina il fair play. Il vincitore Salvatore Geraci (Multicar Amarù) taglia il traguardo per primo dopo aver forato due ruote a pochi chilometri dall’arrivo. Il compagno di squadra Marco Roccella lo aspetta e i due arrivano insieme, con Roccella in seconda posizione. Terzo posto per Francesco Gioia (Campobello Running & Bike FCI).

Premiati dal consigliere nazionale CSAIn Giuseppe Lombardo, indossano la maglia di campione nazionale CSAIn che custodiranno gelosamente. La lista è lunga e uno dopo l’altro vivono un momento speciale. Eccoli, divisi per categoria: Seconda batteria Over, Salvatore Ciavola (Team Barracuda Dello Stretto); 2S_UN, Francesco Toro (F.lli Mazzarella – Tavana Bike); ELMT, Samuele La Terra Pirrè (Team Melanzì Vittoria); M1, Marco Ruggeri (Ir Cycling Toyota Funari); M2, Francesco Russo (Privitera Bike); M3, Giuseppe Tosto (Osteo&Bike); M4, Salvatore Marco Pagano (Osteo&Bike); M5, Rosario Di Falco (Team Nuova Avir); M6, Salvatore Coco (Osteo&Bike); M7, Maurizio Santonastaso (Veloplus Sicilia); M8, Rosario Fichera (Asd Andrea Trovato); M9, Sebastiano Pavone (Bicitech Master Sport); W2, Pantida Tipsathapornchai (Ir Cycling Toyota Funari); W4, Giovanna Carnemolla (Gs Rosso Azzurri); W5, Grazia Maria Grasso (Sicily Cycling Club); W6, Margherita Di Martino (Bike Queen).

Il vincitore assoluto della Mediofondo, corsa sugli 84 chilometri, è Rosario Di Falco (Team Nuova Avir), primo in volata sull’arrivo di Nicolosi. Secondo posto per Salvatore Pagano (Osteo&Bike), terzo per Salvatore Coco (Osteo&Bike). Il Vulcano rimane lì, pronto ad accogliere il popolo del ciclismo, pronto a raccontarsi. Occorre crederci. Insieme, si cresce.

Nunzio Currenti

pubblicato su Tempo Sport