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A Brione (To) Aurantia e Santysiak concedono il bis al G.P. Dedonato

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                             Cronaca 7° GP De Donato

 

                “Aurantia” e “Santysiak” concedono il bis

 

 

Una luminosa e mite domenica di settembre accoglieva a Val della Torre, località Brione, un’appena discreto numero di corridori intenzionati a disputare il 7° GP De Donato, edizione questa “addolcita” rispetto alle precedenti, ma che, come vedremo più avanti, avrebbe comunque premiato i migliori in gruppo.

Due le consuete partenze, la prima riservata agli “Under50” e la seconda agli “Over50” e cinque i giri di un interessante percorso vallonato.

Nella competizione riservata ai più giovani era arrembante il ritmo fin dall’avvio di corsa e difatti, già nella discesa che da Givoletto porta a San Gillio, erano due i corridori a proiettarsi all’attacco: Togni (Garda Scott Matergia) e Pavoni (Cicli De Donato) raggiunti da Pacchiardo (Aurantia) sullo strappetto di San Gillio.

Si formava così un terzetto tallonato da altri due corridori, nel frattempo fuoriusciti anch’essi dal plotone: Albiero (Garda Scott Matergia) e Lambertoni (Polito Cycling). In breve, i due riuscivano a rientrare sui tre avanguardisti in corrispondenza del secondo strappetto che vi è in San Gillio, dando così origine ad un quintetto di fuggitivi, quintetto inseguito da quattro corridori: Sanetti (Sanetti Sport), Seletto (Rodman Azimut), Osella (Ciclo Polonghera) e Marchetta (Aurantia) – quest’ultimo, ovviamente, non collaborava col gruppetto dei contrattaccanti avendo il compagno Pacchiardo in fuga.

Al secondo giro erano tre i corridori rimasti in testa: Lambertoni, Albiero e Pacchiardo, tallonati ad una manciata di secondi da Seletto, Osella, Sanetti e Marchetta.

A Givoletto i quattro inseguitori raggiungevano i tre fuggitivi e la fuga prendeva forma e sostanza coi sette corridori di cui sopra.

Un’azione di Pacchiardo, al terzo giro, sullo strappo di Givoletto, selezionava ulteriormente il gruppetto di testa che diveniva di sei unità: Pacchiardo, Seletto, Sanetti, Albiero, Lambertoni e Marchetta, mentre il gruppo navigava ad ormai due minuti dai fuggitivi, distacco destinato ad ampliarsi.

Alla quarta tornata la concordia dei sei cominciava a vacillare sotto i ripetuti allunghi di Sanetti, ben sorvegliato dal duo della “Aurantia”.

Al quinto ed ultimo giro gli “Aurantia” si disponevano per sfruttare al massimo la superiorità numerica all’interno della fuga ed è in questo contesto che Sanetti, nella discesa di Givoletto, si attardava con a ruota Marchetta in funzione di stopper.

Ciò faceva sì che in quattro si avvantaggiassero di una ventina di secondi sui due sopracitati, manovra questa che costringeva Sanetti a tirare mentre Marchetta ne sfruttava sornione la scia avendo il compagno Pacchiardo in avanscoperta.

Tuttavia, Sanetti, a circa settecento metri da dove era posto il traguardo, riusciva a riagganciare i quattro; immediato, al ricongiungimento col drappello di testa, l’attacco di Marchetta – vincente la domenica prima a Baldissero d’Alba -, che entrava in testa all’ultima rotonda, ma Sanetti nuovamente ripartiva e si riportava sotto al finisseur della “Aurantia” favorendo così la volata del Pacchiardo, postosi nella scia di Sanetti, che così coglieva la vittoria a braccia alzate; seguivano quindi Albiero, Seletto, Sanetti, Lambertoni e Marchetta.

Transitavano poi, nell’ordine, Capello (Leynecese Racing Team), Bologna (Garda Scott Matergia), Fagiano (Cusati Bike Racing Team) e Calandra (Garda Scott Matergia), per citare i primi dieci della classifica come si conviene.

Nella seconda partenza, pressoché al via, si assisteva all’immediato attacco di Cenci (Ristorocycles Team) seguito da Ragazzini (Asnaghi Cucine) e da un altro corridore di cui non distinguevano le insegne.

Il trio prendeva un discreto vantaggio, vantaggio che, dopo un effimero ricongiungimento con un drappello di inseguitori, veniva infine annullato dal gruppo.

Seguivano due giri dove gli attacchi si susseguivano, ma da essi nulla di significativo sortiva.

Era all’inizio del terzo giro che, con un’imperiosa azione, Turco (Team Poirinese) guadagnava una quindicina di secondi, attacco che veniva presto rintuzzato sullo strappetto di San Gilio ad opera di due contro attaccanti, il già sopra nominato Cenci e Dellerba (Ciclo Polonghera).

Tale azione allungava il gruppo fino a spezzarlo in almeno tre tronconi principali, nel primo dei quali rimanevano circa una ventina di unità.

Nel plotoncino di testa, troppo numeroso affinché si instaurasse quella concordia necessaria per darsi i cambi in testa a tirare, continui erano gli attacchi di Raviolo (Team Santysiak) e Turco, ma ferrea era la guardia degli altri avversari sui più animosi.

In esordio dell’ultimo giro, era nuovamente Turco ad attaccare prontamente seguito da Raviolo; si forma così un duo determinato ad andare all’arrivo senza tentennamenti di sorta per “giocarsi la vittoria” in una volata a due, ma il gruppetto da loro staccato non si arrendeva e con una serie di progressioni era sul punto di riacciuffare i fuggitivi nei pressi di Brione.

L’ultimo assalto, sul falsopiano che precedeva l’ultima rotonda prima dell’arrivo, era di Cenci alla ruota del quale si poneva l’astuto Testai (Team Santysiak); essi vedevano transitare Turco ancora in testa alla rotonda di cui sopra, ma la rimonta dell’alfiere del Team Santysiak era irresistibile – stiamo dicendo di un corridore, Beppe Testai, che, grazie al suo spunto veloce e alla capacità di leggere la corsa ha collezionato, ad oggi, 274 vittorie fin dalle categorie giovanili di FCI -, consentendogli di conquistare la prima piazza superando l’ottimo Turco, quindi Cenci e Raviolo; a seguire tutte “le meglio ruote veloci”, quali Perucca (Ciclo Polonghera), Grosso (Endura Team), Alparone (Ciclo Polonghera), Pisani (Team A Ruota Libera), Bausardo (Asnaghi Cucine) e Guglielmino (Team De Rosa Santini) a chiudere la rosa dei primi dieci – come sopra per l’”Aurantia” va sottolineato il lavoro di squadra che ha permesso la vittoria della “Santysiak”, bissando così il successo di domenica scorsa di Roberto Ostorero a Baldissero d’Alba.

Scemato il pathos agonistico si passava alle premiazioni come alla consegna delle maglie di Campione Provinciale sotto la regia di Elisa Zoggia come del suo staff, nella consueta atmosfera rilassata ed ilare che si instaura tipicamente nel dopo corsa.

I Campioni Provinciali risultavano essere i seguenti:

Francesco Fagiano

Vincenzo Pennella

Bruno Dellerba

Ugo Benedetto

Alessandro Bosco

Ferdinando Marletta

 

Guido Ragazzini

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