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Catania – Progetto Affido sportivo

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Contrastare la dispersione scolastica, prevenire la devianza minorile e offrire nuove opportunità di crescita nei quartieri più fragili dell’area metropolitana di Catania. È questa la missione di Affido Sportivo, progetto promosso dal Comitato Regionale CSAIn Sicilia e finanziato dalla Regione Siciliana – Dipartimento Famiglia attraverso i fondi della legge 16/2021. L’iniziativa, ispirata al modello dell’Affido Culturale, punta a creare una rete di “famiglie sportive” che si prendano cura di minori in condizione di disagio sociale, trasformando le Associazioni Sportive Dilettantistiche in veri presìdi educativi capaci di accompagnare i ragazzi in un percorso strutturato di inclusione, formazione e riscatto.

Non si tratta di un semplice progetto sportivo, ma di una vera strategia educativa territoriale che restituisce centralità allo sport come luogo di relazione e di regole. Nei quartieri di Librino, San Giorgio, San Cristoforo, Picanello, Fortino e Zia Lisa, i valori sportivi diventano strumenti per contrastare dispersione e marginalità, offrendo ai giovani nuove prospettive di integrazione e sviluppo personale.

“Vogliamo dare a questi ragazzi una possibilità concreta di cambiare traiettoria di vita – spiega Salvo Filippello, coordinatore del progetto –. Lo sport è un linguaggio universale che unisce, educa e responsabilizza. Attraverso un’alleanza tra famiglie, scuole, istituzioni e associazioni possiamo creare un vero ecosistema educativo capace di incidere sul futuro di un’intera comunità”.

Il progetto è guidato da un gruppo di lavoro che vede come direttore generale il prof. Salvatore Bartolo Spinella, presidente nazionale CSAIn, affiancato dallo stesso Filippello nel ruolo di coordinatore delle azioni progettuali, da Nunzia Catalfo per la comunicazione istituzionale, da Giuseppe Lombardo per l’area sportiva e da Alessandra Di Blasi per la rendicontazione. L’avvio operativo è previsto per settembre.

Alla guida operativa c’è il CSAIn Sicilia, ente di promozione riconosciuto dal CONI e dai Ministeri del Lavoro e delle Politiche Sociali, che ha costruito una rete di partner ampia e integrata: scuole pubbliche come gli istituti comprensivi Cesare Battisti, Don Bosco, Malerba, Montessori Mascagni, Pestalozzi, San Giorgio, Rita Atria e Dusmet-Doria; l’Ufficio Servizio Sociale per i Minorenni, il Tribunale dei Minori, la Neuropsichiatria Infantile; l’Ordine degli Assistenti Sociali della Sicilia; l’Università di Catania, con il Centro Ricerca Attività Motorie; il CONI Catania; oltre a enti del terzo settore e cooperative radicate nei quartieri come Officine Culturali, Trame di Quartiere, Orizzonte Bene, Marianella García, Jala ASD, Tempio 5 e C&B.

Il progetto prenderà in carico cinquanta minori tra i sei e i diciotto anni, residenti nei quartieri a rischio e segnalati dalle scuole o dagli enti partner, insieme a cinquanta famiglie che parteciperanno a percorsi di accompagnamento alla genitorialità. A sostegno dell’iniziativa ci saranno cinquanta volontari, veri punti di riferimento della comunità educante. Beneficiari indiretti saranno l’intero contesto scolastico, le famiglie coinvolte e le realtà associative e sociali del territorio. Affido Sportivo ha già ricevuto importanti adesioni: il giudice antimafia e presidente del Tribunale per i Minorenni Roberto Di Bella, ideatore del programma Liberi di Scegliere, e Roberta Montalto, direttrice dell’Ufficio Servizio Sociale per i Minorenni, sono diventati testimonial e partner dell’iniziativa, rafforzandone la portata e la credibilità.

Ogni ragazzo firmerà con la propria famiglia un Patto Educativo-Sportivo di Corresponsabilità e seguirà un Piano Educativo Sportivo Personalizzato (PESP), così da calibrare le attività sulle sue esigenze. Il programma comprenderà allenamenti settimanali orientati all’empowerment, laboratori artistici, culturali e sociali, tutoraggio costante e incontri con le famiglie, sostegno didattico pomeridiano con operatori dedicati e un monitoraggio scientifico periodico per valutare l’efficacia degli interventi.

Con una durata prevista fino a giugno 2026, Affido Sportivo punta a lasciare un’eredità concreta: non solo un progetto, ma un modello replicabile capace di generare capitale sociale e creare nuovi spazi educativi attraverso lo sport.  “Non ci limitiamo a organizzare attività sportive – conclude Filippello –. Costruiamo percorsi di vita, piantiamo semi di futuro nei contesti dove il rischio di esclusione è più alto.”

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