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Nardin e Cenci, ruote di qualità ad Osasio

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Una domenica ottobrina dal clima mite ed assolato accoglieva un passabile numero di corridori – assai più numerosi gli “Over 50” rispetto agli “Under” e ciò testimonia, almeno nella nostra regione, in particolare ad Ovest di questa, l’ineluttabile declino “anagrafico” di quello che decenni fa era lo sport più popolare e seguito prima di essere soppiantato dal calcio -, in quel di Osasio, comune agricolo della piana torinese.

Il percorso era quello già sperimentato più volte, passante per il “quadrilatero” i cui vertici erano le località di Virle, Pancalieri, Vigone e Cercenasco, privo di difficoltà altimetriche, ma, come avviene in simili casi, era l’andatura tenuta dai corridori, come vedremo, a rendere selettiva la corsa.

 

Nello specifico della prima partenza, all’abbassarsi della bandierina che segnalava l’avvio della corsa, si assisteva ad un immediato attacco da parte di tre corridori della formazione “Garda Scott Matergia”; essi erano: Liuni, Caveglia e Baroetto, presto raggiunti dapprima da Fissore (Team Bike Pancalieri) e Marchetta, ai quali si aggiungevano in diverse azioni, Allois (Aurantia), Albiero, Strano e Calandra (Garda Scott Matergia), Nervo (Roero Speed Bike) e Nardin (Ciclo Polonghera).

 

Il ritmo imposto dal drappello dei fuggitivi selezionava ulteriormente il gruppetto di avanguardisti proiettando in avanti nella fuga decisiva i seguenti corridori: il quartetto della “Garda Scott Matergia”, Albiero, Liuni, Strano e Calandra, il duo della “Aurantia”, Marchetta e Allois, e gli “isolati”, Fissore, Nervo e Nardin.

 

I nove procedevano di comune accordo e senza tentennamenti a doppia fila, inanellando un giro dopo l’altro dei quattro previsti,

 

fino a che la concordia veniva a scemare all’ultimo passaggio in Virle, appena superata la rotonda che immetteva in direzione di Osasio, verso il traguardo ormai prossimo.

Qui iniziavano le schermaglie, schermaglie forse tardive per tentare un colpo di mano che evitasse l’arrivo in volata e che difatti non sortivano alcun effetto se non selezionare ulteriormente il gruppetto di fuggitivi fino a ridurlo a sette unità.

Il plotoncino si disponeva quindi ad effettuare la volata, volata che veniva vinta con ampio margine di vantaggio da Nardin su, nell’ordine, Marchetta e Fissore, a seguire nervo, Allois, Liuni, Albiero, Calandra, Strano.

 

Decisamente più animato e spumeggiante l’andamento della corsa riservata agli “Over 50” subito resa tambureggiante dall’attacco di Cenci (Ristoro Cycles Team) seguito da Ferracin (Vigor Cycling Team), Dell’Erba (Ciclo Polonghera) e Ragazzini (Asnaghi Cucine); tentativo che veniva, dopo qualche chilometro dall’avvio della corsa, stroncato dalla reazione del gruppo, gruppo tirato da quelle squadre che non avevano compagni nel drappello dei fuggitivi.

 

Da lì a poco prendeva l’abbrivio quella che sembrava essere la fuga decisiva: su impulso di Turco (Team Poirinese), seguito da Dell’Erba, Ferracin e Bausardo (Asnaghi Cucine) si formava un quartetto al quale si univa, dopo un inseguimento protrattosi per svariati chilometri, il forte passista della “US legnanese”, Baroli.

In breve, sparivano dall’orizzonte, ma la reazione del plotone non si faceva attendere: il “Team Santysiak” e il “Team Bike Pancalieri” prendevano le redini del gruppo e pazientemente, chilometro dopo chilometro, colmavano, fino ad annullarlo, il cospicuo distacco che si era creato col quintetto di avanguardisti.

 

Terminata l’azione dei cinque si rimescolavano di nuovo le carte, protagonista nuovamente Cenci che, all’ultimo giro, nel rettifilo adducente a Virle, si produceva in un allungo seguito da Dell’Erba e Ferracin sui quali si riportavano Raviolo e Bausardo, quindi Lentini e Finotto, Baroli, Turco, Veglia (Passatore), Facciotti (Ceramiche Lemer) e altri corridori fino a formare un gruppetto di una quindicina di unità.

 

Superata Virle si entrava nel vivo del finale di corsa ed era nuovamente Baroli a lanciarsi all’attacco, attacco prontamente rintuzzato da Finotto seguito da tutti gli altri. A circa trecento metri dalla curva a gomito che introduceva al rettilineo al cui culmine era posto l’arrivo, ripartiva in contropiede Cenci senza che alcuno tentasse di inseguirlo, cosa questa che permetteva all’alfiere della “Risto Cycles Team” di vincere a braccia alzate anticipando di una ventina di metri la volata, volata che vedeva Facciotti superare Bausardo, quindi, nell’ordine, Raviolo, Turco, Ferracin, Finotto, Lentini, Dell’Erba e Veglia, per citare, come si conviene i primi dieci della classifica.

 

Esaurito il pathos agonistico si passava alle premiazioni sotto la regia di Elisa Zoggia come del suo staff, nella consueta atmosfera rilassata e divertita che si instaura tipicamente nel dopo corsa.

Ultimo appuntamento del “Trittico di Chiusura”, sabato prossimo alla “100 chilometri” nel consueto circuito di Caramagna (CN)

 

Guido Ragazzini

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