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Intervista al Presidente CSAIn Luigi Fortuna

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“Agli associati chiediamo di avere fiducia”

Le tragedie avvicinano gli uomini e li rendono più inclini a meditare sulle cose importanti della vita. Ora, chiusi nei nostri appartamenti, dove mai avremo immaginato di dover trascorrere tanti giorni, ognuno di noi guarda alla finestra le strade deserte e si sente cambiato, impaurito e prigioniero, ma anche stranamente rinnovato. Non sapremo se, una volta terminata la pandemia, il mondo sarà cambiato per sempre. Intanto siamo noi a cambiare.

Costretti all’isolamento sociale, abbiamo l’opportunità di riflettere sugli obiettivi conseguiti e i sogni ancora da realizzare. I valori che segnano la nostra esistenza. I nostri gesti quotidiani e l’attività sportiva.

La prima e più grande paura dell’uomo è quella della morte. Anche l’animale possiede l’istinto di conservazione. Ma l’essere umano, in più, ha la capacità di immaginare e progettare il futuro.

Del futuro che attende gli sportivi aderenti all’ente di promozione sportiva CSAIn e l’intera nazione, ne abbiamo parlato con Luigi Fortuna presidente di CSAIn. Che ha voluto inviare subito un messaggio positivo al mondo sportivo.

“La garanzia, che l’ente è vivo, vivace e in salute. Collabora con tutte le istituzioni a tutti i livelli. Se può gioire di aver lasciato il segno lo fa. Cerchiamo di essere collaborativi e punto di riferimento delle istituzioni, che rette da persone intelligenti, talvolta si vogliono confrontare con noi per avere anche indicazioni in settori, come quello sportivo amatoriale, dove magari non hanno la certezza del loro operato o della loro voglia di operare. Il CONI ha chiesto a noi come ai vari organismi sportivi di fornire  delle informazioni, segnalando, attraverso un apposito questionario, l’incidenza dei fattori di rischio per le diverse aree ed attività, legati al sito sportivo, al sito di allenamento, al sito di gara e all’eventuale presenza di pubblico. Noi, inoltre, facciamo parte della giunta di Federturismo di Confindustria. Tutti sappiamo quanto è importante lo sport amatoriale all’interno del sistema dell’attrazione e dell’ offerta turistica. Dunque CSAIn è fondamentale anche dal punto di vista dell’industria del turismo, in quanto il nostro ente ha una formazione storica, culturale e manageriale che pochi altri enti possono vantare. Quindi CSAIn è vicina alle esigenze del nostro mondo – ci tiene a sottolineare Fortuna – non abbiamo paura del domani perché stiamo lavorando per riabbracciarsi il più presto possibile e tornare a suggellare anche con il semplice gesto, quell’affetto che ci lega e ci fa sentire parte integrante di questa grande famiglia”.

  • Il Sars Cov2 ha colpito duramente anche CSAIn?

“Si, purtroppo abbiamo pianto la scomparsa di un dirigente di grande levatura che ci ha trasmesso uno stile, molto del suo essere imprenditore persona onesta e corretta come Antonio Mauri e di Sergio Fedriga, storico presidente del comitato bresciano da ben 28 anni che ha lasciato un grande segno in quest’attività. Anche il Coronavirus ha segnato le famiglie di CSAIn e in particolar modo alcune figure dirigenziali. Ci sono i legami che generano tristezze maggiori per chi è stato per decenni vicino all’ente e magari non ci rendiamo conto di quante famiglie del nostro sistema di ente di promozione sportiva che sono state colpite e ne abbiamo tante. E’ un ricordo importante he dobbiamo avere per tutti quelli che sono stati vicino a noi. E quando ci sarà permesso cercheremo di dar vita a manifestazioni per ricordare la loro figura, l’instancabile e competente opera. Siamo comunque coscienti che tutti lasciano un segno. Siamo comunque tutti degli ingranaggi in questo sistema e nel nostro ente. Ingranaggi come quelli che azionano la bicicletta. Ingranaggi e moltipliche di varie dimensioni e se salta un dente salta tutto il sistema dell’associazionismo. Noi lavoriamo e corriamo se riusciamo a mantenere vivo e vivace il sistema”.

  • Le associazioni sportive hanno bisogno del sostegno del governo.

“Alla domanda posso rispondere esprimendo il mio pensiero. Qualche minuto fa ho commentato insieme a Giacomo Crosa, presidente onorario dell’ente, l’intervista del Ministro Spadafora. Anche lui, come tutto il governo, sta facendo del tutto per capire quello che non si sapeva delle diverse dinamiche che regolano la vita dello sport italiano. Il primo passo è stato quello di sostenere lo scoraggiamento, il disagio degli sportivi e cercare di prevedere una ripresa. Economicamente stanno impegnando tutto quello che possono in parole e fatti. Ed è lodevole, perché un gestore della pubblica amministrazione deve dare un sollievo ai cittadini in attesa che gli scienziati preparino il calendario di un lento, ma progressivo ritorno alla normalità. A non avere paura l’uno dell’altro. In modo tale da limitare la chiusura delle associazioni. La ripresa passerà anche per la conta delle persone che hanno abbandonato, degli esercizi che hanno purtroppo chiuso, degli sponsor che hanno dovuto abbandonare il sostegno alle associazioni. Ci sono delle attività che dobbiamo inquadrare tra gli sport di grande massa, che poi in realtà sono aziende commerciale che producono benessere e benefici per un indotto grandissimo e sport di nicchia che in realtà sono tenuti vivi dal sudore e dalla fatica degli stessi tecnici e atleti che ogni giorno profondo sui campi, palestre, tatami, prati, piste, strade. E non possiamo dimenticarci, che sono le società di base che vanno sostenute, quelle legate agli enti di promozione sportiva come il nostro, che è un contenitore di piccole realtà sportive”.

  • In chiusura agli associati CSAIn chiede di avere fiducia nella vostra opera

“Agli  associati CSAIn chiediamo di avere fiducia, insieme a loro l’Ente saprà dare nuovi impulsi ai valori del nostro associazionismo forte di una fiorente storia di oltre sessantacinque anni”.